Stretta sugli acquisti delle Pa centrali: obbligo di passare per la Consip

Stretta sugli acquisti delle Pa centrali: obbligo di passare per la Consip

 

Tutti gli acquisti delle pubbliche amministrazioni statali dovranno obbligatoriamente passare per la Consip. È arrivata la circolare inviata alle amministrazioni centrali dal Ragioniere generale dello Stato, Daniele Franco, e dal capodipartimento dell’Amministrazione generale del ministero dell’Economia, Luigi Ferrara, che sulla base della vecchia “spending review” stringe il cerchio e prepara la strada al piano da 10 miliardi della nuova spending cui sta lavorando il Governo.

 

Il piano di razionalizzazione degli acquisti

La circolare rientra nell’ambito del Programma di razionalizzazione degli acquisti della Pubblica amministrazione, con un duplice obiettivo: da un lato semplificare e rendere più rapide e trasparenti le procedure degli acquisti pubblici, attraverso la diffusione e l’utilizzo delle tecnologie; dall’altro razionalizzare e ottimizzare la spesa pubblica per beni e servizi, migliorando la qualità degli acquisti e riducendo i costi grazie all’aggregazione della domanda. Il Programma, implementato nel tempo da diverse disposizioni normative che la circolare elenca puntualmente, si compone di molteplici strumenti di acquisto, messi a disposizione delle amministrazioni statali dalla Consip (convenzioni, accordi quadro, mercato elettronico della pubblica amministrazione, sistema dinamico di acquisizione).

 

La normativa, ricorda la circolare, prevede che gli Uffici Centrali del Bilancio e le Ragionerie territoriali dello Stato verifichino che i contratti di acquisto di beni e servizi siano stati conclusi ricorrendo agli strumenti di approvvigionamento previsti. Eventuali eccezioni saranno possibili solo avendo come benchmark i prezzi e le condizioni contrattuali della Consip: bisognerà cioè operare un raffronto tra fattori di comparazione omogenei (per esempio tra prezzi della convenzione Consip di durata settennale e prezzi del contratto stipulato al di fuori degli strumenti di acquisto centralizzati di pari durata), «tenendo in particolare attenzione, per la verifica dell’omogeneità degli strumenti, le prestazioni contrattuali principali e le caratteristiche essenziali dell’oggetto delle stesse». Un monito per quanti hanno tentato finora di “svicolare”.

 

Gli obiettivi per il futuro

Come anticipato sul Sole 24 Ore, la rivoluzione in futuro riguarderà l’intero pianeta della pubblica amministrazione, dopo che a fine luglio è diventata operativa la riduzione da 32mila a 34 delle stazioni appaltanti: i tecnici si attendono non meno di 2-2,5 miliardi dal nuovo meccanismo centralizzato degli acquisti di beni e servizi della Pa che sarà completato a fine novembre, quando Palazzo Chigi dovrà varare il Dpcm con le soglie definitive con cui saranno individuati gli acquisti che passeranno per le nuove centrali. Il target finale è quello di far aumentare la spesa “presidiata” da Consip dai 38 miliardi del 2014 a 87 miliardi. Ma il meccanismo sarà pienamente operativo quando le 34 centrali inizieranno a effettuare acquisti per ministeri, Regioni e in parte anche Comuni. Perché una fetta superiore al 40% degli 87 miliardi di spesa “presidiabile” è da attribuire proprio agli enti territoriali.